Il trumpismo contro l´ordine americano
Si sta parlando molto della transizione (caotica) dell’ordine internazionale. Stiamo vivendo uno scenario internazionale mutevole, bellico, ma, soprattutto, imprevedibile. Quest’ultimo aspetto, si ritiene essere in parte dovuto dal fatto che l’ordine liberale instaurato dopo la Seconda Guerra Mondiale è ora più che mai stato messo in discussione. Le istituzioni ordinatrici non sono più rispettate, sono attraversate da un cambiamento globale e risultano evidenti le loro lacune nel tentativo di riportare ordine nel caos attuale.
Tuttavia, ciò che può apparire complesso può essere semplificato a partire dalla conoscenza e dagli studi consolidati delle Relazioni Internazionali per analizzare la politica internazionale, come le visioni teoriche quali il Neorealismo: la disciplina, giovane e contemporanea, delle Relazioni Internazionali è andata evolvendosi come scienza e costruendo un campo teorico che ci fornisce strumenti e approcci per analizzare l’ordine internazionale esistente. Come principali esponenti, soprattutto nel secolo scorso, si sono confrontate nella discussione principale la visione liberale e la visione realista, su quale delle due coincida meglio per spiegare le relazioni internazionali.
Con il funzionamento dell’ordine globale negli ultimi anni, possiamo giustificare senza esitazioni una cosa, il neorealismo rispecchia l’ordine internazionale molto più del liberalismo. Per cercare di spiegare ciò basterebbe domandarsi: dove sono le istituzioni internazionali del commercio per regolare le aliquote tariffarie e rendere il commercio equo e cooperativo? E le istituzioni politiche per evitare aggressioni? Dove si trova la cooperazione genuina tra gli Stati, mentre assistiamo a un crescente aumento militare dovuto alla sfiducia nei rapporti tra essi? Cosa stanno facendo gli organismi costituiti a partire dai “valori occidentali” come la democrazia e la modernizzazione?
La critica che segue analizzerà e si svilupperà a partire da tre esempi attuali: la guerra tariffaria statunitense, la Corte Internazionale di Giustizia e l’aumento della spesa militare.
Guerra tariffaria statunitense: il crollo del consolidamento tariffario
L’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) è (o era) un’istituzione che non solo promuoveva una maggiore apertura dei mercati, ma che aveva come obiettivo anche la tutela degli Stati del sistema (World Trade Organization, s.d.). Una delle sue misure era il consolidamento tariffario, ossia un aumento massimo delle tariffe prestabilito da imporre tra gli Stati. Questo meccanismo è stato distrutto sotto l’attuale mandato di una delle potenze globali: gli Stati Uniti.
L’incremento storico della Casa Bianca, iniziato il 2 aprile 2025, ha imposto tariffe da un minimo del 10% fino al 50% a seconda del paese. Il fine era quello di garantire un “mercato equo”, proteggere l’industria nazionale e ridurre il deficit commerciale classificato come “di emergenza” (The White House, 2025). Donald Trump, tuttavia, ha minacciato un nuovo aumento tariffario per quei paesi che abbiano inviato truppe in Groenlandia, nel mezzo della sua intenzione esplicita, per ora solo discorsiva, di appropriarsi del territorio danese.
La finalità di un tetto tariffario massimo attraverso un’istituzione intermediaria era favorire la cooperazione e limitare l’arbitrarietà nel campo economico mediante un limite tariffario, al fine di promuovere un trattamento simmetrico in un sistema fortemente diseguale nella sua capacità di commercio estero. In particolare, si possono evidenziare diversi aspetti positivi che questo tipo di misura comportava: evitare ritorsioni a catena come quelle verificatesi tra Stati Uniti e Cina, ed evitare l’uso coercitivo del commercio, come l’aumento al 50% imposto al Brasile dopo una disputa con il presidente Lula da Silva, tra molti altri casi (Singh & Brito, 2025).

In definitiva, la funzione era quella di promuovere la cooperazione e contenere l’asimmetria di potere e l’uso coercitivo nel commercio. La potenza nordamericana ha squilibrato il mercato nel breve periodo, implementando una guerra commerciale per motivi legati ai propri interessi. È giusto? È sbagliato? È, perlomeno, neorealista come pratica.
Corte Internazionale di Giustizia: la Corte che non fa Giustizia
La Corte Penale Internazionale è stata creata il 17 luglio 1998 con l’intento di istituire una Corte Internazionale per perseguire i responsabili di crimini contro l’umanità come i genocidi. Essa interviene quando si riscontra un’inerzia nazionale nel giudicare i colpevoli, per incapacità o mancanza di volontà (International Criminal Court, 2023).
La Commissione Internazionale Indipendente di Inchiesta dell’ONU ha pubblicato un rapporto il 16 settembre 2025 nel quale conclude, sulla base di prove documentali, (campioni forensi e interviste), che nella Striscia di Gaza sono stati commessi atti che possono costituire genocidio, come risultato di pratiche sistematiche di condotta da parte dell’esercito israeliano (United Nations Human Rights Council, 2025).
Sulla stessa linea, il 5 settembre 2025 un’altra indagine indipendente dell’ONU ha determinato la commissione di gravi crimini in Sudan, in particolare nel Darfur e nelle zone circostanti. Le prove raccolte includono omicidi sistematici, sterminio della popolazione civile, torture, violenza sessuale, schiavitù e sfollamenti forzati (United Nations, 2025). Inoltre, mediante immagini satellitari sono state identificate esecuzioni di massa e fosse comuni, rafforzando l’esistenza di crimini contro l’umanità e di schemi di condotta che potrebbero, eventualmente, essere qualificati come genocidio, sebbene il processo di determinazione giuridica sia ancora in corso (AlShamahi, 2025).
Come altri precedenti rilevanti, il 17 marzo 2023 la Corte Penale Internazionale (CPI) ha emesso mandati di arresto contro Vladimir Putin per crimini di guerra, in particolare per la deportazione e il trasferimento illegale di bambini ucraini dai territori occupati dalla Federazione Russa. La Russia, tuttavia, aveva formalmente ritirato la propria firma dallo Statuto di Roma nel 2016, motivo per cui non è giuridicamente obbligata a cooperare con la Corte, evidenziando le enormi limitazioni strutturali del Diritto Penale Internazionale, in quanto l’assenza di un’autorità superiore dotata di capacità coercitiva nel sistema internazionale impedisce la piena esecuzione delle decisioni giudiziarie. In ultima istanza, le grandi potenze, in funzione della loro capacità militare e politica, tendono a prevalere su qualsiasi istituzione internazionale, anche quando queste dispongono di prove sufficienti e di quadri normativi che sembravano, per molti, consolidati.

L’aumento della spesa militare:
Il mondo è immerso in un pieno riarmo militare in preoccupante ascesa: la sfiducia internazionale è in aumento e il Dilemma della Sicurezza di John Herz (1950) è più presente che mai.
La corsa agli armamenti globale è un fatto verificabile[1]. L’anno 2024 ha segnato il decimo anno consecutivo di aumento della spesa militare, accumulando un incremento del 37% rispetto al 2015. La spesa militare globale in rapporto al PIL mondiale ha raggiunto il 2,5% nell’ultimo anno. L’Europa — inclusa la Russia — è tornata a livelli comparabili a quelli della fine della Guerra Fredda. La Cina ha registrato una crescita annua del 6%, mentre gli Stati Uniti si sono mantenuti comodamente al primo posto, concentrando circa il 37% della spesa militare mondiale. In totale, più di 100 paesi hanno aumentato il proprio bilancio della difesa nel corso del 2024 (Xiao Liang et al., 2025). Questo fenomeno può essere nuovamente spiegato dalla teoria del neorealismo, in particolare attraverso il Dilemma della Sicurezza. In un sistema internazionale anarchico, gli Stati tendono ad aumentare le proprie capacità militari con l’obiettivo di accrescere la propria sicurezza (Jervis, 1982). Tuttavia, nessuno Stato può conoscere con certezza se le intenzioni del proprio vicino siano offensive o difensive. Questa incertezza strutturale genera una spirale di sfiducia che incentiva l’accumulazione di armamenti e contribuisce a un ambiente internazionale sempre più instabile, come quello che si osserva attualmente.

Conclusione:
L’uso coercitivo degli aumenti tariffari e l’incapacità di una Corte Internazionale possono essere compresi come fallimenti sistemici di un ordine anarchico per natura, ossia privo di un potere supremo che lo regoli. Per quanto riguarda l’aumento della spesa militare, si può osservare che gli Stati vedono sempre più rendimenti positivi nell’utilizzo bellico, sommati all’inefficienza di qualsiasi istituzione nel punirne l’uso. In definitiva, l’ordine liberale instaurato nel periodo post Seconda Guerra Mondiale sembra trovarsi nel suo punto più critico e si delinea un panorama sempre più simile a quello della fine del XIX secolo.
[1] Lo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), una delle istituzioni accademiche di riferimento a livello internazionale, si basa su una metodologia scientifica rigorosa e si specializza nello studio dei conflitti armati, del controllo degli armamenti e della sicurezza internazionale, tra altri ambiti. Tuttavia, i suoi rapporti completi vengono pubblicati a metà di ogni anno; pertanto, per mantenere coerenza e sostenibilità scientifica, risulta necessario fare riferimento ai dati relativi al 2024, che offrono informazioni altamente rilevanti.
Note:
- AlShamahi, A. (2025, 16 dicembre). Burning bodies, mass graves: Sudan’s RSF trying to hide atrocities: Report. Al Jazeera. https://www.aljazeera.com/tag/sudan-war/
- International Criminal Court. (2023). Understanding the International Criminal Court [PDF]. International Criminal Court. https://www.icc-cpi.int/sites/default/files/iccdocs/PIDS/docs/UICCGeneralENG.pdf
- Singh, K., & Brito, R. (2025, 9 luglio). Trump impone tariffe del 50 % sul Brasile dopo tensioni con Lula. Reuters. https://www.reuters.com/world/americas/trump-says-us-will-charge-brazil-with-50-tariff-2025-07-09/
- The White House. (2025, 2 aprile). Fact sheet: President Donald J. Trump declares national emergency to increase our competitive edge, protect our sovereignty, and strengthen our national and economic security. https://www.whitehouse.gov/fact-sheets/2025/04/fact-sheet-president-donald-j-trump-declares-national-emergency-to-increase-our-competitive-edge-protect-our-sovereignty-and-strengthen-our-national-and-economic-security/
- United Nations Human Rights Council. (2025, 16 settembre). Analisi giuridica della condotta di Israele a Gaza ai sensi della Convenzione per la prevenzione e la punizione del reato di genocidio (A/HRC/60/CRP.3) [PDF]. Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. https://www.ohchr.org/sites/default/files/documents/hrbodies/hrcouncil/sessions-regular/session60/advance-version/a-hrc-60-crp-3.pdf
- United Nations in Sudan. (2025, 5 settembre). “A war of atrocities:” Sudan civilians deliberately targeted, UN FactFinding Mission reports international crimes on large scale. https://sudan.un.org/en/301357-%E2%80%9C-war-atrocities%E2%80%9D-sudan-civilians-deliberately-targeted-un-fact-finding-mission-reports
- World Trade Organization. (s. f.). Qué hacemos. Organización Mundial del Comercio. Recuperado de https://www.wto.org/spanish/thewto_s/whatis_s/what_we_do_s.htm
- Xiao Liang, Nan Tian, Diego Lopes da Silva, Lorenzo Scarazzato, Zubaida Karim & Jade Guiberteau Ricard. (2025, aprile). Trends in world military expenditure, 2024 [PDF]. Stockholm International Peace Research Institute. https://www.sipri.org/sites/default/files/2025-04/2504_fs_milex_2024.pdf


